Maio Mareggini - Nicola Marchese
527
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-527,cookies-not-set,stockholm-core-1.1,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-4.1,menu-animation-underline,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.3,vc_responsive

Maio Mareggini

detto “il piccolo grande Maio”

La mia storia è lunga, ma cercherò di essere sintetico perché 46 anni di musica non sono facili da raccontare. La mia prima lezione di musica, è stata martedì 30.Gennaio 1968 da un fisarmonicista di San Polo d’Enza (RE) . Il mio primo debutto su un palcoscenico, l’ho avuto subito dopo due mesi, il 28 Marzo 1968 come cantante, ma mio padre preferiva vedermi con la fisarmonica in spalla, e così dopo un anno di solfeggio, presi il mio primo strumento e intrapresi la mia strada su palchi e palchi.

Il mio primo complesso si chiamava “ la banda del sole “ e in quegli anni il liscio non andava tanto, e allora ho preso il mio secondo strumento, il basso, così facevo fisa e basso riuscendo ad essere sempre impegnato in tutti i generi.
detto Il Piccolo Grande Maio

Le mie esperienze musicali le ho fatte con “ le visioni “ che si sono trasformate in “ i jolly “ da quando è entrato a far parte il mio amico Lucio. Io e Lucio abbiamo suonato per 25 anni insieme, lui al sax e io la fisa.

Tanti orchestrali hanno girato attorno a noi, ma il nome dell’orchestra era sempre stato quello con qualche variazione d’ogni tanto.

Noi due ci siamo sciolti il 31.12.2000 ed io con il mio bagaglio musicale fui chiamato da Roberto Fontanili. Lì in quel gruppo imparai la professionalità e il comportamento di un orchestrale sul palco, suonando tutto dal vivo con musicisti che con l’improvvisazione e l’inventiva mi hanno trasmesso la versatilità e la destrezza sul palco di affrontare qualsiasi tipo di situazione girando per tutto il nord Italia e Toscana compresa. Un bel giorno incontrai Nicola Marchese che mi chiese di entrare nel suo staff e ora sono qui a raccontarvi un po’ di me, che dire; che sono felice di essere in un gruppo che non solo siamo orchestrali, ma soprattutto amici e lui è una persona giusta e ponderata. Io ho sempre detto che fatti i 40 anni di musica smettevo di suonare, ma ora con questi ragazzi, che mi hanno fatto ringiovanire, mi sa che devo aspettare ancora per qualche anno.

Facebook